Giovedì, 13 Dicembre 2018

PREGA…..

AVE MARIA

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.

 PADRE NOSTRO

Padre nostro che sei nei cieli

sia santificato il Tuo nome

venga il Tuo Regno

sia fatta la Tua volontà

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori

e non ci indurre in tentazione

ma liberaci dal male

Amen.

 

 PREGA…..

AVE MARIA

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.

 PADRE NOSTRO

Padre nostro che sei nei cieli

sia santificato il Tuo nome

venga il Tuo Regno

sia fatta la Tua volontà

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori

e non ci indurre in tentazione

ma liberaci dal male

Amen.

GLORIA AL PADRE

Gloria al Padre

al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio

ora e sempre

nei secoli dei secoli.

Amen.

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Il Combattimento dei Santi

di Padre Angel Pena

 

La maggior parte dei santi ha dovuto lottare molto contro il demonio, e, per questo, ci possono parlare di lui per esperienza diretta. Dio lo permetteva affinché potessero purificarsi e santificarsi ed anche perché, vedendo la terribile realtà della sua esistenza, potessero pregare e sacrificarsi per la conversione dei peccatori.

 

Santa Teresa di Gesù ci dice nella sua Vita: «Una volta ero in un oratorio e mi apparve dal lato sinistro il demonio, una figura abominevole, in special modo guardai la sua bocca perché mi parlò e l’aveva spaventosa. Dal suo corpo pareva uscisse una gran fiamma. Ebbi molto timore; feci il segno della croce come potei e sparì; ma dopo ritornò. Per due volte mi accadde questo. Non sapevo che fare; avevo lì acqua benedetta e la gettai verso quella parte e non tornò più. Un’altra volta, da cinque ore ero tormentata da dolori molto tremendi e inquietudine interiore ed esteriore al punto che non mi sembrava che si potesse ormai più sopportare…

 

Vidi vicino a me un negretto abominevole, che ringhiava come un disperato… Mi dava grandi sferzate nel corpo, sulla testa e sulle braccia senza che potessi oppormi. Non osavo chiedere acqua benedetta per non impaurire [le monache] che non sapevano cosa fosse e affinché non sapessero di cosa si trattava… Ma siccome quel tormento non cessava, dissi: se non ridete, vi chiederei acqua benedetta. Me la recarono e la versarono su me, ma non ne traevo profitto; gliela feci gettare dove si trovava quel tale e immediatamente fuggì e il male mi lasciò… Una notte pensai che mi affogassero e, allorché versavano acqua benedetta, vidi una grande moltitudine di demoni andarsene come chi precipita…

Una volta, mentre pregavo, [il demonio] si pose sopra il libro perché non terminassi la preghiera. Mi feci il segno della croce e fuggì. Mentre ricominciavo, tornò. Ricominciai così per tre volte, ma finché non spruzzai acqua benedetta non riuscii a terminare» (Vida 31).

 

San Paolo della Croce (1694-1775) vedeva il diavolo che si presentava sotto la forma di un gigante orribile o di un gatto nero o di un uccello nero di aspetto terrificante e deforme e non lo lasciava dormire. Gli levava le coperte, lo trascinava al suolo, saliva sul suo letto, lo colpiva… Gli infondeva nel cuore pensieri di malinconia e di tristezza e persino desideri di buttarsi dalla finestra…

Lui, per difendersi, pregava, prendeva il crocifisso nelle mani, spruzzava acqua benedetta e si metteva al collo la corona del rosario. Aveva sempre dell’acqua benedetta in casa.

 

Il santo Curato d’Ars per molte notti non poté neppure dormire per colpa del diavolo. Imitava i grugniti degli orsi, dei cani o di altri animali… gli faceva sentire colpi di martello, lo trascinava per terra e gli faceva altre cose che gli procuravano dolore. Molte volte lo insultava e gli gridava “mangia patate” (perché le patate erano la sua principale dieta giornaliera). Eppure, con l’acqua benedetta e con il crocifisso si difendeva dal suo nemico, anche se a volte la lotta durava ore. Quando si riferiva al diavolo, il santo lo chiamava “el garras”, (il graspino).

 

San Benedetto Cottolengo spesso trovava le scarpe e la veste nascoste dal demonio, e lo incontrava nei luoghi più difficili e strani. Una volta gli si presentò come un grande signore, che cercava di convincerlo che non avrebbe costruito la sua Opera, ed entrava ed usciva dalla sua casa senza lasciar traccia.

 

San Giovanni Bosco ebbe molto a soffrire a causa del demonio. Lo svegliava di notte, gridandogli forte nell’orecchio, gli buttava via le carte sulle quali scriveva le “Letture cattoliche”, gli toglieva le coperte del letto e in un caso, addirittura le incendiò. A volte sentiva un peso enorme sopra di sé che gli impediva di respirare e gli si presentava come un mostro orribile. Don Bosco lo ricacciava con il segno della croce, l’acqua benedetta e praticando spesso il digiuno.

 

Santa Gemma Galgani una notte vide il diavolo nella forma di un cane nero enorme. Un altro giorno, nel quale aveva disobbedito all’ordine del suo confessore di non uscire sola di casa, la seguì lungo il cammino sotto la figura di un uomo che la terrorizzò. Andò a chieder al suo confessore che la perdonasse e dopo la confessione, si rese conto che il diavolo aveva preso la fisionomia del suo confessore. Lei dice nel suo Diario: «Quella fu una giornata del demonio. Il confessore era il diavolo ed aveva la mitra sulla testa». Se ne rese conto perché, mentre gli diceva i peccati, a lui andava bene tutto quello che diceva e non la correggeva. Altre volte non la lasciava dormire e le dava tanti colpi che non poteva levarsi la mattina, ma quello che più la faceva soffrire erano le tentazioni contro la purezza.

In un occasione (25 agosto 1900) le si presentò sotto la figura del suo angelo custode. In principio non lo riconobbe; ma poi, sentendo paura ed inquietudine, riconobbe che non era il suo angelo.

San Paolo aveva già detto: «Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2 Cor 11, 14).

 

Alessandrina da Costa (1904-1955) era assalita dal demonio con pensieri di suicidio, di disperazione e di impurità. In certi casi, con il permesso di Dio, il diavolo si impadroniva di lei. In questi momenti, non sopportava che si parlasse in sua presenza della Vergine o del Signore, sputava sulle immagini sacre, insultava il suo direttore spirituale e diceva parole oscene e bestemmie. Lei, che pesava 33 chilogrammi ed era paralizzata, sembrava avere una forza sovrumana inspiegabile. Fu un’anima mistica straordinaria. Era rimasta invalida all’età di 14 anni, gettandosi da una finestra per non essere violentata, e rimaneva sempre nel suo letto immobilizzata. Era un’anima vittima per la salvezza dei peccatori e quasi tutti i giorni il Signore permetteva che il diavolo la assalisse e la facesse soffrire per due ore affinché sentisse orrore per il peccato e crescesse sempre più nell’amore verso Dio e del prossimo. In quei momenti il suo direttore spirituale pronunciava esorcismi e sua sorella le spruzzava acqua benedetta per calmarla.

 

San Padre Pio (1887-1968), famoso sacerdote cappuccino, aveva una guerra senza quartiere con il diavolo, che chiamava “cosaccio” o “barbablù”. Lo assaliva con le tentazioni più atroci, con attacchi violenti, anche dal punto di vista fisico, e con perfidie di ogni tipo. In una lettera, scriveva così al suo direttore spirituale, padre Agostino: «L’altra notte l’ho passata molto male. Dalle dieci di sera alle cinque del mattino il diavolo non fece altro che colpirmi. Mi suggeriva pensieri di disperazione… Quando se ne andò, sentivo un freddo intenso in tutto il corpo che mi faceva tremare da capo a piedi…

Da diversi giorni viene a visitarmi con molti altri, armati di bastoni e di barre di ferro. Non so quante volte mi ha tirato giù dal letto e mi ha trascinato per la stanza… A volte rimango così incapace di muovermi perché mi ha tolto anche la canottiera e, quando fa freddo, mi congelo… Quante infermità dovrei aver preso se il dolcissimo Gesù non mi avesse aiutato».

Certe volte gli buttava all’aria le cose della stanza e metteva tutto in disordine, gli diceva parole oscene e spargeva un odore nauseabondo. Una mattina, dopo una notte di sofferenze con il diavolo, scrisse una lettera al sua direttore, datata 5 novembre 1912, in cui diceva che aveva visto il suo angelo che sorrideva di gioia e lui lo rimproverava per non averlo aiutato, nonostante l’avesse chiamato in suo aiuto. «Per castigarlo, decisi di non guardarlo in volto. Ma lui, poverino, mi si avvicinò quasi piangendo e fino a quando non lo guardai, non parve tranquillizzarsi. Mi disse: Sono sempre al tuo fianco e ti circondo del mio affetto. Il mio amore non finirà neppure al temine della tua vita. Sapevo che il tuo cuore palpita sempre di amore per il nostro amato Gesù… Non temere, devi aver pazienza. Io sono con te».

Molte volte rideva e giocava con il suo angelo, con cui aveva molta confidenza, e per questo, per celia, l’angelo era capace di castigarlo, sapendo molto bene che, in quei momenti, Gesù voleva che rimanesse apparentemente solo affinché il suo merito contro il nemico, nel trionfo, fosse maggiore. Per questo, per la soddisfazione di averlo visto uscire vincitore ancora una volta dalla tentazione, il suo angelo gli appariva sorridendo di gioia.

In talune occasioni riceveva lettere dal suo direttore e non poteva leggerle, perché il diavolo le rendeva illeggibili, come se le avesse bruciate, o erano totalmente in bianco. Allora, metteva un crocifisso sopra e le spruzzava di acqua benedetta ed esse si rendevano leggibili.

 

 I Santi sono stati tormentati dai demoni e parlano di loro con grande sicurezza e sincerità.

S. Francesco d’Assisi un giorno confidò a un suo intimo compagno: “Se capissero i frati quante e che gravi tribolazioni e afflizioni mi danno i demoni, non ci sarebbe alcuno di loro che non si muoverebbe a compassione e a pietà di me” (FF. 1798).

S. Caterina da Siena viene dichiarata dal suo confessore “martirizzata dai demoni” (Cf. vita di lei scritta dal B. Raimondo da Capua).

La B Maria di Gesù Crocifisso, detta la Piccola Araba perchè di origine palestinese, quando era molto avanti nella santità, ebbe due periodi di vera e propria possessione diabolica, documentata dagli Atti del processo (Cf  Padre Estrata: vita della beata).

S. Pio da Pietrelcina certamente è uno dei Santi più tentati e tormentati dal diavolo. Egli fin dai 5 anni si da completamente a Gesù e a Maria, e subito (come lui scrive nei suoi appunti) gli appare Gesù col cuore in risalto sul petto e gli pone la mano sul capo per dimostrare di gradire tanto il suo proposito di amarlo, di donarsi tutto a Lui di consacrarsi al Suo amore. Ama molto anche la Madonna.

Da allora ogni giorno si ritira in qualche angolo della chiesa o della casa o dei campi per pregare, recitare Rosari e fare penitenza battendo il suo corpo con una catena di ferro.

E subito il diavolo si scatena contro di lui, e lo tormenta di giorno e di notte con orribili tentazioni, con immagini provocanti di sconce figure di ragazze in forme oscenissime e bestiali. La moglie del dott. Sanguinetti, collaboratore del P. Pio, scrive a un sacerdote: “Il diavolo ha gettato a terra P. Pio e l’ha coperto di pugni e di lividure, gli ha spaccato un sopracciglio; lui gronda sangue” (15 luglio 1954). Lo stesso P. Pio ha scritto: “Se i frati sapessero quali tormenti mi infligge il demonio, non ci sarebbe neppure uno che non piangerebbe”. Il diavolo lo percuote spesso perché lui ceda alle tentazioni. Scrive al suo direttore spirituale: “Le tentazioni sono assassine e di giorno in giorno vanno sempre più moltiplicandosi … Tremo da capo a piedi temendo di poter offendere Dio” (Cfr. Epist. I di P. Pio).

Queste tentazioni impure furono intense per 20 anni.

Poi diventarono meno furibonde, e si accompagnarono a forti tentazioni contro le verità di fede. Fu pure immerso in una grande oscurità spirituale, detta “notte oscura”, che in tanti santi si prolungò per un numero limitato di mesi o di anni, mentre in P. Pio si è prolungata, con grande sua sofferenza, per tutta la vita.

P. Pio ripeteva: “Oggi i diavoli si sono scatenati e sono tanto numerosi che se si potessero vedere e fossero piccoli come la capocchia di uno spillo, non riusciremmo a vedere il sole”.

Esempio

S. Brigida racconta di un uomo che viveva ai suoi tempi il quale da ben 40 anni non si accostava ai Sacramenti; però era devoto della Madonna.Si ammalò gravemente. S. Brigida gli inviò un Confessore; ma il moribondo lo respinse sdegnosamente. Così per due volte. Glielo inviò una terza volta con l’incarico di dirgli, da parte di Dio e della Vergine Santa, che egli era invasato da ben 7 demoni i quali l’avrebbero ben presto portato all’inferno. Spaventato si confessò, ricevette gli ultimi Sacramenti e spirò nel bacio del Signore. Dopo la sua morte, Dio fece conoscere a S.Brigida (celebre per le rivelazioni che ebbe dal Signore) che quell’infelice era scampato all’inferno unicamente per la sua devozione alla Vergine, la quale è sempre vittoriosa contro il diavolo.

Esortazione

Amiamo tanto Gesù sull’esempio di P. Pio e di tutti i Santi, ricordando ciò che dice S. Agostino: “II diavolo è come un cane legato alla catena, morde chi gli si avvicina”.

Ma se ameremo tanto Gesù, se avremo sempre Gesù nella mente e nel cuore, staremo spiritualmente lontanissimi dal demonio.

Proposito

Quando avvertiamo una tentazione, subito recitiamo devotamente l’Ave Maria. La Madonna, la nemica del diavolo, lo mette in fuga. Lei è il martello che lo schiaccia; è la santificazione della nostra anima, è la gioia degli angeli.

Grande devozione alla Madonna. S. Francesco d’Assisi ripeteva: “Alla recita dell’Ave Maria, tremano tutti i demoni!”. Che sarà se le Ave Maria sono 50 come in una corona? o 150, come in tre corone?

Esclameremo con S. Giovanni Bosco: “O Maria, Vergine potente, Tu grande e illustre difesa della Chiesa; Tu aiuto, aiuto mirabile dei Cristiani; Tu, terribile come un esercito schierato a battaglia; Tu, che da sola hai distrutto tutti gli errori del mondo; Tu, nelle angustie e nelle lotte, nelle necessità difendici dal nemico e nell’ora della morte accoglici nei gaudi eterni.

Amen”

 

Interventi di Padre Amorth

Il Santo Rosario un Sasso contro satana!

Recitiamolo incessantemente!

Clicca sulla foto per recitare il Santo Rosario!

Misteri Gaudiosi

Lunedi

Sabato

Misteri Dolorosi

Martedì 

Venerdi

Misteri Gloriosi

Mercoledi 

Domenica

Misteri Luminosi

Giovedi

 

Citando padre Amorth:“Durante un esorcismo attraverso la persona posseduta, satana mi ha detto:

ogni Ave Maria del Rosario, è per me una mazzata in testa.

Se i cristiani conoscessero la potenza del Rosario per me sarebbe finita!”.

Pregate il Santo Rosario!